La mia bici da viaggio

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Le caratteristiche della bici da viaggio con la quale ho girato l’Europa.

Quali caratteristiche deve avere una bici da viaggio?
Pensare che esista una sola tipologia di bici da viaggio è utopico. Esistono tante possibili configurazioni quante sono le modalità di viaggio e le tipologie di viaggiatori. Una bici destinata a un viaggio estivo che si svolge su strade asfaltate avrà caratteristiche diverse da quelle di una bici destinata a un viaggio invernale su sentieri sterrati. Allo stesso modo, uno stesso viaggio può essere compiuto da tipologie di bici diverse a seconda di chi è il viaggiatore: un atleta allenato sceglierà una bici diversa da quella che sceglierebbe una persona alla sua prima esperienza pedalata.

Detto questo, vi porto la mia personale esperienza e vi illustro la bici da viaggio con la quale ho pedalato per un mese sulle strade d’Europa visitando 13 nazioni in 31 giorni, per un totale di 3724 km, quasi tutti su asfalto.

Telaio. Per la mia bici da viaggio ho scelto un telaio in acciaio. L’acciaio è un materiale molto morbido e le sue caratteristiche lo rendono molto confortevole per attutire le vibrazioni della strada (a differenza dell’alluminio o di alcuni tipi di carbonio). Se ben curato, un telaio in acciaio risulta essere molto longevo e adatto a montare i telaietti portaborse (cosa che non sempre è possibile sui telai in carbonio). Le tubazioni della mia bici sono Columbus.

Geometria. La geometria del mio telaio ha una configurazione particolare: il tubo piantone (il tubo verticale) ha un angolo di 73° che lo rende molto “sdraiato” rispetto ai 73°5 o addirittura 74° di una geometria standard pensata per la mia misura. Questa caratteristica, unitamente alle qualità dell’acciaio, rende la bici ancora più confortevole sulle lunghe distanze. Quindi è indicata per un uso cicloturistico, dove si pedala tutti i giorni, per tutto il giorno.

Componenti. Ho scelto personalmente tutti i componenti della mia bici da viaggio in base a quelle che sarebbero state le mie esigenze. Si può quindi dire che è un pezzo “unico”.  Il criterio che ha guidato la mia scelta è stato quello di creare una bici semplice, sulla quale potessi mettere le mani in modo autonomo per la manutenzione ordinaria e per riparare eventuali malfunzionamenti.

Cambio. Per questo motivo ho scelto di posizionare le leve del cambio sul tubo obliquo, come sulle bici di una volta, anziché posizionarle sul supporto della leva freno. La leva sul tubo obliquo non lavora a scatto (come la leva del freno), ma consente sempre un minimo di gioco e quindi permette di funzionare anche con un cambio non perfettamente registrato. Per me che non sono bravissimo a registrare il cambio, questo è stato un buon aiuto.

Rapporti. Ho scelto componenti Shimano e ho fatto un mix tra un pacco pignoni da strada con cassetta 11-28 e una guarnitura doppia da mtb con moltipliche 28-38. E’ un range di rapporti molto agile, adatto per una bici da viaggio che a pieno carico supera i 15 chili di peso. Infatti, più la bici è pesante, più bisogna considerare di rendere agile la pedalata per salvaguardare le gambe. Il rapporto più lungo che ho a disposizione sulla mia bici da viaggio è un 38×11 che sviluppa 7,30 metri a pedalata: molto poco rispetto agli oltre 9 metri che spinge il rapporto più lungo di una bici da corsa.

Pedivelle. Sempre allo scopo di prediligere l’agilità, ho montato pedivelle da 170mm, che sono un po’ più corte rispetto alla misura di 172.5mm che sarebbe tradizionalmente consigliata per un ciclista della mia altezza. Una pedivella più corta permette al piede di compiere un giro più breve ad ogni giro di pedale: ciò si traduce in maggiore agilità (a discapito però della potenza) e un minore sforzo da parte delle articolazioni del ginocchio.

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Posizione in bici. Personalmente, amo avere una posizione da “corsa”, con uno scarto sella-manubrio piuttosto pronunciato: sulla mia bici da viaggio è di 8 cm. Tuttavia ho mantenuto sul tubo della forcella qualche distanziale in più perché nel corso dell’anno possa io alzare o abbassare la mia posizione in base al mio grado di allenamento e alla mobilità della mia colonna vertebrale.

Sella. Esistono diverse tipologie di selle pensate per il cicloturismo. La mia sella è una Smp Stratos e ha lo scafo scavato al centro per scaricare il peso che graverebbe sulla zona perineale. Per lo stesso motivo, ha il cosiddetto “becco d’aquila”, ovvero ha la punta rivolta all’ingiù. Personalmente mi trovo molto bene con questa forma, ma la sella è come un paio di scarpe: ciascuno deve trovare il modello giusto per sé.

Pedali. In viaggio, utilizzo dei pedali a sgancio rapido modello spd, quelli da mtb. Le scarpe da mtb consentono di camminare con meno difficoltà rispetto alle classiche scarpe pensate per le tacchette da strada.

Borse e telaietti. Ho montato due telaietti portaborse Tubus, ma nel mio viaggio estivo, potendo limitare il vestiario, mi sono occorse solo le due borse posteriori, che da sole hanno già un carico di 40 litri. A queste si aggiungono altri 4 litri di carico per il borsello da manubrio, dove in viaggio tenevo i miei documenti, i soldi, la videocamera, il cellulare, la mappa  e la mantellina antipioggia. Ho utilizzato borse Ortlieb impermeabili a tenuta stagna.

Freni. Contrariamente a quella che è la tendenza sulle bici gravel, che montano tutte i freni a disco, sulla mia bici da viaggio ho deciso di montare i più tradizionali freni mini v-brake. Questa scelta è dovuta al fatto che su questa tipologia di freni riesco ad essere autonomo nella regolazione e nella manutenzione. Col senno di poi, sarebbe stato meglio montare dei freni a disco, la cui frenata è indubbiamente più precisa.

Ruote e coperture. Nel cicloturismo la scelta delle ruote è quasi obbligata: cerchi a basso profilo, con raggiatura 32/36. Con la larghezza del mio cerchio, posso montare coperture da 700×23 fino a 700×32. Le coperture che ho scelto sono degli Schwalbe Marathon 700×32, il cui battistrada ha la carcassa rinforzata antiforature. In oltre 13mila km, ho forato solo un paio di volte. La larghezza di 32″ permette un buon uso promiscuo su strada e sterrato.

La mia bici è stata realizzata da La Stazione delle Biciclette.



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