Milano – Riva del Garda in bikepacking

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Ritiro una bicicletta gravel di Fabrica Cycles a Milano e devo portarla a Riva del Garda. Devo farlo nell’unico giorno libero che sono riuscito a ritagliarmi dal lavoro. Problema: sono senza macchina. (La verità è che non ho mai avuto un automobile di mia proprietà e non ci tengo nemmeno ad averla). Per di più, non amo caricare la bici sui treni regionali, dove il servizio di trasporto bici è spesso carente. Soluzione? Farmi tutta la tratta in bici, in bikepacking.

Parto alle 8.30 di domenica da una Milano deserta e imbocco subito la ciclabile che costeggia il Naviglio della Martesana. Vi pedalo fino a Cassano d’Adda. Poi, da lì imbocco la SP11 che passa per Treviglio, Caravaggio, Mozzanica, Antegnate, Calcio, Chiari, Rovato e arriva sino a Brescia. Decido di evitare il centro di Brescia, anche se meriterebbe sempre una visita, e alla seconda rotonda (la prima porta in tangenziale ed è vietata alle bici!) giro a sinistra imboccando la SP237. La strada sale leggermente, ma non è mai salita vera. Transito per i comuni di Nave, Caino e Odolo, dove effettuo una sosta in un bar per rifocillare lo stomaco e ricaricare le energie.

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Poi proseguo sempre sulla SP237, attorniato dalle montagne. A Idro scorgo l’omonimo Lago e ne costeggio tutta la sua sponda occidentale, passando anche da Anfo. Non appena il Lago di Idro finisce, lascio la SP237, giro a destra e seguo le indicazioni per Storo. Qui inizio una salita dalle pendenze mai eccessive ma comunque costanti. Dopo tanti chilometri, l’inerpicarsi della strada si fa sentire e pedalo in agilità per “salvare” la gamba. La salita dura solo pochi chilometri e termina in un bellissimo pianoro: sono nella Val d’Ampola, che si distende sino al paese di Tiarno di Sotto.

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Successivamente raggiungo Ledro, la sua omonima Valle e il suo omonimo Lago. È proprio sulle sponde del Lago di Ledro che effettuo la seconda sosta e godo del panorama. Tante famiglie trascorrono qui il weekend, chi facendo il bagno nel lago, chi facendo il pic-nic sulle sue rive.

Riparto. Da Molina di Ledro (l’ultimo paese sul lago di Ledro) a Riva del Garda è praticamente tutta discesa. Si imbocca un ciclabile percorribile anche con bici da corsa, nonostante alcuni tratti in sterrato, finché poi non ci si immette per un breve tratto sulla strada principale: il tratto è breve, perché poco prima di lunga galleria riservata ai veicoli a motore, le bici devono girare a destra e infilarsi sotto un’altra galleria rocciosa: è l’inizio del sentiero del Ponale, la vecchia strada che collegava il Lago di Garda alla Valle di Ledro.

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Oggi la strada è chiusa al traffico automobilistico ed è riservata solo alle bici e ai pedoni. I primi tornanti sono asfaltati, poi inizia lo sterrato. È uno sterrato roccioso, adatto alle mountain bike. È percorribile anche con le bici da strada, basta avere un po’ di destrezza alla guida, tuttavia mi sento di sconsigliarla, se si vuole salvaguardare la propria bici.

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A Riva del Garda, il paesaggio e la calma del lago mi ripagano di tutte le fatiche compiute. A fine giornata, i chilometri percorsi saranno 214, la maggior parte su strada, ma con qualche tratto – più o meno breve – su strada bianca o sterrato roccioso (vedi video). La bici Allroad di Fabrica Cycles ha superato alla grande questo primo test, in attesa di accompagnarmi per nuove avventure.

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